Un reportage di FAZ offre una vista spettacolare sulla criminalità connessa alla droga

exit.al 6 Shtator 2017, 19:36

“La piccola Albania è diventata il più grande fornitore di marijuana in Europa”.

Comincia così un lungo racconto del giornalista David Klaubert, pubblicato ieri dal quotidiano tedesco Allegmaine Zeuitung, sugli sforzi della polizia albanese contro la coltivazione della cannabis.

Klaubert ha partecipato ad un’operazione di polizia a Scutari finalizzata alla distruzione delle piantagioni di cannabis. Egli spiega che la polizia albanese riceve i dati da riprese aeree da parte della missione della Guardia di Finanza e poi agisce per distruggere le piantagioni.

Il reporter ha detto che l'Albania si è trasformata in un paradiso per la coltivazione della cannabis:

“In Albania, situata a sud dei Balcani Occidentali, c’è il sole che splende per 300 giorni l'anno, mentre i fiumi che scorrono dalle montagne sono pieni d'acqua. Queste sono le condizioni favorevoli non solo per la flora e la fauna del Paese, ma anche per la coltivazione della pianta della cannabis”.

Klaubert ha detto che i collegamenti del crimine con la politica sono la ragione principale del boom del traffico di droga:

“La criminalità organizzata ha trovato un campo fertile in Albania. La transizione dal comunismo alla democrazia è stata caratterizzata da violenti disordini, dall’illegalità e dalla corruzione. I clan mafiosi, legati ai politici, hanno cominciato a fare i soldi con il contrabbando di sigarette, di armi e di eroina. E poi è iniziato anche il traffico di cannabis.

Lazarat, un villaggio vicino al confine con la Grecia, è stato il simbolo della coltivazione della cannabis. Il paese produceva circa 900 tonnellate di cannabis ogni anno. Questo è durato fino al 2013, quando il neo-eletto Primo Ministro Edi Rama ha deciso di intervenire e distruggere le coltivazioni. Gli arrestati sono stati, però, solo individui insignificanti, mentre i veri trafficanti, grazie ai loro collegamenti politici, sono riusciti a fuggire”.

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Poi il giornalista ha conversato con un ragazzo che lavorava nei campi di cannabis nella zona di Scutari. Il ragazzo racconta di aver lavorato, in precedenza, presso un lavaggio di auto dove guadagnava 300 Lek al giorno, mentre lavorando nei campi di cannabis ha guadagnato 3.000 Lek al giorno.

Klaubert dice che esistono i legami tra la politica e la criminalità, nonostante il Primo Ministro ha dichiarato che questo sarà l'ultimo anno di produzione della marijuana.

Come esempio del collegamento tra la politica e il crimine, nel reportage si parla di Klement Balili, che ha avuto incarichi ufficiali e ha costruito un hotel di lusso.

“Nonostante i diversi segnali provenienti dai governi dei paesi vicini, Klement Balili vive libero, e durante l'inaugurazione del suo hotel erano presenti il ​​Ministro delle Finanze Arben Ahmetaj e Ilir Meta, l'attuale Presidente.

L’Unione Europea ha criticato il fallimento della polizia e della magistratura nella lotta contro la droga”.

Klaubert fornisce alcune indicazioni sul rafforzamento delle organizzazioni criminali in Albania e in Europa, finanziate dall’enorme reddito proveniente dal traffico di cannabis.

“Solo nel mese di luglio, nel mare di Valona, sono state sequestrate più di 15 tonnellate di marijuana, per un valore di 160 milioni di euro.

I trafficanti albanesi hanno cominciato a investire i soldi guadagnati dal commercio della droga negli alberghi e nel settore immobiliare, nell’agricoltura e in imprese di vari settori”.

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Questo articolo è stato pubblicato da FAZ e tradotto da Exit.al