Il 14 agosto 2017 la Norvegia ha aggiornato la sua regolamentazione in materia di asilo per le persone LGBT provenienti dall'Albania. Mentre, in precedenza, i richiedenti asilo LGBT provenienti dall'Albania venivano sottoposti ad una procedura “estremamente accelerata” di 48 ore, ora saranno trattati attraverso la procedura normale. Questo significa che le applicazioni dei richiedenti asilo LGBT saranno ispezionate in dettaglio, segnalando l'intenzione del Governo norvegese di prendere queste richieste di asilo in maniera più seria.
Anche se questo è solo un minimo adeguamento normativo, dimostra che i paesi europei stanno lentamente cominciando a rendersi conto che gli ultimi quattro anni del Governo Rama hanno portato poco o nessun progresso per la situazione dei diritti umani della comunità LGBT albanese.
Nel 2015 sono stato coinvolto nel coordinamento del Piano LGBT del Consiglio d'Europa, redatto in collaborazione con il Ministero del Welfare, guidato da Erion Veliaj. Il piano era stato approvato in Parlamento, e comprendeva un ampio pacchetto di riforme legali che avrebbero portato alle modifiche degli articoli 100 e 102 del Codice Penale (rimozione della parola “omosessuale”), ampliando gli articoli anti-discriminazione nel codice del lavoro e nella legge sull’asilo e modificando gli articoli 163 e 164 del codice della famiglia.
Tutti questi cambiamenti legali sono stati in linea con il quadro giuridico dell'UE e della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Gli emendamenti sono stati redatti da esperti legali e costituzionali, a seguito di incontri con la società civile, con i rappresentanti politici, con il Ministero del Welfare e con le rappresentanze diplomatiche dei paesi dell'UE. Tutto questo è stato definito come un importante passo avanti per i diritti umani in Albania.
Ma poi il processo è finito in una fase di stallo. Erion Veliaj, diventato Sindaco di Tirana, in privato con i diplomatici stranieri si vantava di aver approvato la legge sul partenariato. Non aveva fatto nulla del genere. Dopo che il Parlamento non ha fatto niente per mesi, si è scoperto che le modifiche al codice della famiglia si trovavano in una fase di stallo presso il Ministero della Giustizia, guidato allora da Nasip Naço di LSI. Il Ministro aveva personalmente fermato il processo legislativo, nonostante il sostegno internazionale bipartisan per gli emendamenti. Il Direttore di Aleanca LGBT Xheni Karaj, il Direttore di Pro LGBT Kristi Pinderi e il sottoscritto ci siamo incontrati con l'allora Presidente del Parlamento Ilir Meta, capo di LSI. Meta ci aveva promesso che avrebbe mediato e ci avrebbe dato il suo sostegno. Non è successo niente.
Due anni dopo, tutto il lavoro, finanziato da milioni di euro provenienti da paesi donatori europei, è andato sprecato. Anche se la comunità LGBT è più visibile nella società albanese, il quadro giuridico per proteggere i loro diritti è ancora altamente insufficiente. Ma la coalizione che ha guidato questo cambiamento è caduta a pezzi. L'Unione Europea si sta concentrando principalmente sulla “stabilità” e non ha sollevato, in pubblico, il problema delle minoranze e dei diritti umani. Le ambasciate dei paesi UE hanno seguito l'esempio, sperando nel fallimento della riforma della giustizia. Senza la pressione internazionale, i partiti politici di destra e di sinistra hanno perso ogni ragione per migliorare la vita di tutti i cittadini albanesi, e hanno fatto ricorso a patetiche strategie e a meschine lotte intestine. I donatori hanno perso il loro interesse per i diritti LGBT e i flussi di finanziamento si stanno prosciugando. Nel frattempo, le infezioni STD e HIV sono in aumento, a causa degli scarsissimi mezzi a disposizione della comunità per combattere questa minaccia molto reale. Manca qualsiasi programma per una corretta educazione, per una corretta distribuzione dei contraccettivi e per una campagna di sensibilizzazione sponsorizzata dal Governo. L’Albania è seduta su una bomba a orologeria sanitaria. L’Albania, che è riuscita a sfuggire nel 1990 all’epidemia balcanica di HIV, ora può trovarsi in ritardo.
In una delle sue mosse politiche più ciniche, il Primo Ministro Edi Rama ha completamente smantellato il Ministero del Welfare e della Gioventù, che nel 2013 è stato un esempio di innovazione politica con il Ministro Veliaj.
Recentemente ho sentito che il Consiglio d'Europa stava lavorando su un nuovo piano LGBT. Ci vorrà un po' di tempo prima che ci sia una presa di coscienza delle opportunità che sono state perse, ma lascia gli attivisti LGBT in Albania con poca scelta. La strada istituzionale, nazionale e internazionale, è chiusa. Questo ci lascia, ancora una volta, solo le strade.
