Sembra come se i primi passi per l'attuazione della riforma giudiziaria incontrino dubbi circa il successo della ristrutturazione radicale che questa riforma porta al futuro politico albanese. L'acclamazione di questa riforma come una soluzione deus ex machina, come una spada di Damocle che sarebbe venuta giù sulla testa di chi ha tratto profitto illegalmente negli ultimi 27 anni, corre il rischio di creare la delusione che accompagna il mancato adempimento delle grandi aspettative.
E’ più una manovra politica, che una vera e propria sensazione popolare. L'inizio di questa riforma è purtroppo strettamente intrecciata con la sgradevole propaganda del Primo Ministro.
Rama, interessato a mantenere l'attenzione dell’opinione pubblica lontano dai grandi problemi causati dal suo malgoverno, ha usato i suoi legami con i media per gonfiare la riforma della giustizia.
L'opinione pubblica ha iniziato a crearsi l'immagine dei principali attori politici dietro le sbarre. Sotto la tenda del vetting si possono trovare tutti i tipi di persone. C'erano quelli che hanno veramente creduto nella riforma e nell’influenza che avrebbe avuto sulla vita dei cittadini. C'erano i ministri e i deputati che hanno spudoratamente firmato una petizione, che prima o poi sarebbe arrivata sulla propria scrivania per l'approvazione.
Questo gioco sporco con la sensibilità degli albanesi non poteva avere un finale diverso: la trasformazione in una rivoluzione burocratica, di un bisogno della società albanese di vedere le figure vicine al mondo criminale sul banco degli imputati.
Nei primi anni ’50, l'Unione Sovietica era stata presa dalla grande febbre dell'Appello per la Pace. L’Appello era una petizione firmata dal popolo “libero” del blocco comunista, in cui era stato espresso il desiderio comune di un mondo in pace e prosperità per i suoi abitanti. La petizione è stata firmata da milioni di persone e, addirittura, è stata firmata anche in Albania da 18 persone. Una vera impresa per un popolo in cui l'analfabetismo era ancora diffuso.
La riforma deve essere realizzata e le istituzioni giudiziarie albanesi hanno bisogno di essere completamente ricostruite, non solo per evitare la corruzione, ma anche per affrontare e adattarsi alle diverse specificità sociali che danno origine ogni giorno a diverse questioni legali. Per non parlare del grande bisogno del sistema giudiziario di avere giudici e pubblici ministeri ben preparati.
